giovedì 26 gennaio 2017

Samdo - Un trek nell'Himalaya

Camminiamo sotto la neve e un cielo impenetrabile, oggi gli stimoli ai sogni si possono solo trovare nell’animo. Ma non sento freddo e avanzo tranquilla nella neve fino al villaggio di Samdo.


Mi sembra impensabile trovare un villaggio qui, isolato da ogni altra comunità umana.

sabato 31 dicembre 2016

Piramide Vincent

Altre montagne, altre valli, altri orizzonti, dalla Piramide Vincent, Monte Rosa
Panorama dalla cima della Piramide Vincent, 4215 m., Monte Rosa
Corno Nero

domenica 4 dicembre 2016

Al Tête Rousse — Monte Bianco

L'Aguille de Bionnassay dal rifugio Tête Rousse, lungo la via normale del Goûter per il Monte Bianco, Francia
Il rifugio Tête Rousse et l'Aguille de Bionnassay, 4052 m., sullo sfondo
Attraversando il ghiacciaio per raggiungere il rifugio Tête Rousse, gli occhi corrono all'Aguille de Bionnassay
Sul ghiacciaio
Relax sulle rocce accanto al Tête Rousse, di fronte all'Aguille de Bionnassay
Al cospetto dell'Aguille de Bionnassay

domenica 20 novembre 2016

Sull'Aguille du Tour

L'Aguille du Tour dal versante del rifugio Albert premier

Dal col de Balme è una lunga passeggiata fino al rifugio Albert premier. Solo l'ultima rampa lungo la morena è sdrucciolevole, così la meta risulta meno vicina di quel che sembra. Ma se si accetta il cambiamento di ritmo e ci si adegua al terreno, ci si porta avanti, passo dopo passo, come sempre.
L'Albert premier è accogliente, cosa non scontata per i rifugi superaffollati della regione del Monte Bianco. Mai provato il Tête Rousse sulle pendici del Monte Bianco?

martedì 27 settembre 2016

La Pointe Blanche nel massiccio di Bornes, catena del Bargy, Prealpi, in Alta Savoia
La Pointe Blanche, 2438 m. dal vicino Pic de Jallouvre
Verso il Col du Rasoir, 2260 m. punto di accesso alla Pointe Blanche
Sulla cima della Pointe Blanche, 2432 m.
Il Col du Rasoir sullo sfondo; la Pointe Blanche, non visibile, svetta a destra

mercoledì 7 settembre 2016

La prossima montagna


Nelle Alpi Pennine, verso i ghiacciai di Brunegg e Turtmann
Il respiro si regola sul passo, il passo si regola sul tipo di terreno e sulla sua pendenza. Le mie partenze sono lente ma ho imparato ad avere pazienza, mi appoggio sulla terra quella frazione di secondo in più per prolungare il respiro e assumere il ritmo.
Oggi punto alla cima affusolata che osservo spesso dalla valle ad occhi aperti o chiusi. Elegante e bella come una persona con la pelle un po' segnata, le membra un po' legnose e lo sguardo addolcito dalla passione onesta di vita ora in parte appagata. Montagna antica.

Nel chiarore del primo mattino scruto la sua vetta mentre percorro l'erta che mi condurrà al passo. Sono assorta e rispondo bisbigliando ai richiami un po' assonnati al mio passaggio. Al passo mi fermo qualche istante a guardare, curiosa, il versante opposto che finisce in un laghetto. Ma mi rivolgo ad est e riparto in salita.

Ora il mio ritmo è sostenuto quel tanto per riempirmi d'aria ad ogni passo fino a fluttuare verso l'alto, come se rotolassi in su spinta dal pendio. Nessuna fatica e arrivo a un piano, l'ultimo prima del tratto ripido finale, l'accesso non scontato alla vetta.
Vuoi davvero andarci? Questo è il "colle dei pigri": se quell'ultima rampa scivolosa ti scoraggia, puoi fermarti qui in qualche anfratto che la montagna ti offre e poi, riprese le forze, scendere a valle.

Ma già mi sono lanciata sulle pietre sdrucciolevoli. Mi muovo in un saliscendi, il terreno cede sotto il mio peso e mi riporta un poco in giù ad ogni tentativo di avanzare. Fatica ora, fatica doppia! Continuo, guardando a terra e non la meta che ora mi pare lontana e così vado fuori strada finendo in un canale di granelli fini.
"Che cosa stai facendo?!" mi rimprovero e, accorta, attraverso il pendio orizzontalmente e ritorno alla traccia.

Continua il saliscendi, fino alla prima roccia: lì mi appoggio, l'accarezzo un attimo poi tiro. Da qui solo spuntoni, fessure e incavi dove fissare piedi e mani, la mia cadenza diventa più lenta per stabilizzare ogni battere e levare e arrivo sulla cima! L'abbraccio grata.
Osservo le sue frastagliature, respiro il sole e il vento che l'inondano, sento sotto le dita le sue ruvidità e levigature, quella "pelle" segnata e sapiente.

Poi guardo più in là. Una conca, un bozzolo roccioso, una lingua ghiacciata, una montagna dal profilo a trapezio...
Riprendo inarrestabile il cammino, quella montagna oltre la conca, con le striature rossastre e la cima ampia mi chiama.

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