venerdì 15 maggio 2026

Al monastero di Gandan, Ulaanbaatar

Non ho foto del monastero di Gandan, non so perché non ne abbia scattate. Per questo ho scelto per questo testo foto di paesaggi della Mongolia che mi suscitano le emozioni di quel viaggio: tranquillità, sensazione di libertà, desiderio di esplorare e conoscere. 
Ricordo che una volta arrivata a Gandan sono stata catturata dall'atmosfera di questo luogo, ho guardato, ascoltato, sentito e poi, accolti in me tanti nuovi spunti, mi sono incamminata per tornare, passando stavolta per le vie più interne, tra piccole case. Tutto questo in una mattinata iniziata presto…

Il monastero di Gandan si trova su una collina appena al di fuori del centro di Ulaanbaatar. Ci vado a piedi percorrendo il viale della Pace, sfilando davanti ai numerosissimi caffè, ai negozi di artigianato e souvenir e ai ristorantini locali, qui pubblicizzati come fast-food mongolo. Arrivata all’hotel Narantuul, una torre che prendo come punto di riferimento, svolto a destra e mi immetto sulla via Zanabazar che conduce diritta al monastero. Non incontro quasi nessuno, è ancora troppo presto per la maggior parte dei turisti che non viaggiano da soli e si devono aspettare a vicenda.

Come la maggior parte dei monasteri buddisti nelle zone che hanno subito un regime totalitario o quantomeno la sua forte influenza, anche Gandan è stato largamente distrutto negli anni Trenta del Novecento durante la repressione comunista. Oggi rifiorisce nella Mongolia democratica dove il senso di libertà sembra essere davvero connaturato alla mentalità della gente.

Entro con discrezione nel tempio di Vajradhara per non disturbare il mormorio che riempie la piccola stanza nella penombra. Un gruppo di persone è seduto su un paio di panchette basse 

mercoledì 27 novembre 2024

La Grande Traversata Elbana — GTE

Trovate questo racconto anche in Cammini d'Italia

Verso Cavo

La traversata da Piombino a Cavo è rapida in aliscafo. Trovarmi in mezzo al mare mi aiuta a distrarmi dalle mie attuali circostanze travagliate le cui possibili vie d’uscita sono incerte e imprevedibili. Ho avuto la fortuna di poter partire per andare a camminare, e una parte di me mi sospinge a immaginare salite e mare su quell’isola che si definisce sempre più nelle sue forme, mentre ci avviciniamo. Ma forse stavolta

venerdì 9 febbraio 2024

Ciaspolata al Molard o Sui significati dell’”arrivare”

 


Ci sarà abbastanza neve per ciaspolare? L’inverno è piuttosto mite, è piovuto per due settimane, e la neve sulle montagne più basse si è sciolta.
Non sappiamo che cosa troveremo, ma partiamo comunque verso la cima del Molard, a poco più di 1700 metri di altezza.
Ho già visitato questa montagna. In primavera, si imbianca di narcisi. L’ultima volta, mi sono inoltrata tra i fiori cercando di scivolare tra gli steli per non romperli. Avrei voluto muovermi come una barca a vela e

domenica 21 gennaio 2024

Dal rifugio Mulaz al rifugio Pradidali—Alta Via N. 2 delle Dolomiti, seconda tappa

 
Al passo delle Farangole, 2814 m.
Oltrepassata la soglia del Mulaz, rieccomi circondata da picchi aguzzi e frastagliati. Questa parte di mondo ancora mi sorprende, ma la riconosco in me, mi rispecchia in certe pieghe del mio essere. Provo sorpresa e rivelazione al tempo stesso.
Sono pronta anche oggi a calcare questa realtà rivelata, a scoprire, a vedere ciò che mi è ancora celato che potrà scatenare la mia immaginazione…

Ci avviamo sul sentiero pietroso, diretti al passo delle Farangole.

lunedì 3 luglio 2023

Traversata della Dent d'Oche

 


Un po’ a rilento, raggiungiamo in auto il piazzale della Fétiuère, il ristorante dal nome per me quasi impronunciabile da dove parte il sentiero per la Dent d’Oche.

Non lo sapevamo, ma oggi

giovedì 15 giugno 2023

La Montagna Sacra

 


Il sentimento di sacralità legato a un luogo non nasce di punto in bianco. Viene ispirato dalle vicende umane legate a quel luogo particolare o dallo sgomento e meraviglia che questo può suscitare per la sua imponenza, il suo isolamento, la sua bellezza.

È umano volerne sottolineare la sacralità con un simbolo — croce, ceppo, bandiere di preghiera, stele — e non importa davvero quale sia.



È vero che spesso tali simboli indicano una supposta “conquista”: ma non ci sono montagne da conquistare perché

domenica 7 maggio 2023

Sul massiccio del Monte Rosa

Dal rifugio Quintino Sella a Punta Indren, attraverso Naso del Lyskamm, Corno Nero, Ludwigshöhe, Punta Zumstein, Punta Gnifetti, Balmenhorn, Piramide Vincent


Ancora sdraiata nella mia porzione di letto nel rifugio Quintino Sella, scorgo un lembo di cielo chiaro dalla finestrella. La mattina si preannuncia luminosa. Mi sento in parte tranquilla e desiderosa di uscire sulla montagna, in parte nervosa al cospetto dell’ignoto e dell’imprevedibile. Non posso restare a lungo coricata, sento accumularsi energia dentro di me via via che il mio corpo si sveglia. È quasi con un balzo che

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