mercoledì 31 ottobre 2018

Laguna Cuicocha, Ecuador

Laguna Cuicocha, 3246 m.
L'aria è quella trasparente oltre i 3000 metri, che già dissipa le nebbie della mente. Il sentiero è appena ondulato, un po' tra cespugli, un po' tra alberi e fiori bizzarri. Il lago riempie il cratere di un vulcano, pare ormai pago.


Costeggiando il lago




domenica 30 settembre 2018

Crêt de la Neuve

Crêt de la Neuve, 1494 m., Jura svizzero
Dal villaggio di St. George, dopo un tratto noioso lungo una stradina asfaltata, si attraversa il bosco, oggi piacevolmente tiepido per una giornata di fine settembre, e poi i pascoli, che quasi impercettibilmente cominciano a ingiallire.
Lungo il percorso, una ghiacciaia, una caverna profonda nel terreno sul cui fondo c'è una massa di neve compatta. Era usata davvero come freezer un tempo. Scendo lungo le due scale a pioli che mi sprofondano nella terra, solo per il piacere di sentirmela (la terra) tutta attorno e di farmi un'idea di quanto ghiaccio ci sia ora sul fondo. Una piccola chiazza in effetti, forse un metro per uno e mezzo.

Poi riprendiamo a salire. Solo prati ora e, arrivati su un ultimo ciglio, ecco che la cima della Crêt de la Neuve, finora invisibile, compare con le sue due punte. E' un breve tratto fino alla bandiera. Resto qualche istante a guardare lontano, cercando le montagne nella foschia, poi naturalmente mi rivolgo all'altro cocuzzolo un poco più alto, con la croce di legno.
Mi meraviglio che quasi tutti gli altri che sono sulla cima si fermino alla bandiera. Perché? Possibile che non siano attratti dalle ultime rocce biancastre che si arrampicano per pochi metri ancora sul punto più alto della cresta? 
Io ci arrivo e mi ci trovo così bene, al sole di settembre, che ci resto a mangiare.

Là in fondo, se l'aria fosse tersa, vedremmo le Alpi con il Monte Bianco a dominare, e più a sinistra le montagne dello Chablais. Distinguo appena i due spuntoni affiancati delle Jumelles, il Grammont, le Cornettes de Bise, ma più che altro tiro a indovinare oltre la cortina di vapore.

Dalla cima
Poi è una lunga camminata su e giù per la cresta, ma meno in cresta di quanto mi piacerebbe. Attraversiamo ancora pascoli, vedo le mucche con gli occhi a mandorla, poi boschi.
Una lunga discesa fino a St. Cergue.


P.S.: le mucche dagli occhi a mandorla sono le Jersiaises. Non so perché, ma mi dimentico di fotografarle. Io non le avevo mai viste.

venerdì 31 agosto 2018

Color del paramo


Al risveglio il mondo è giallo-verde, un po' ruvido ma lindo e trasparente. I pochi colori accesi, compresa la mia maglietta rossa, lo scompigliano un poco.
Partiamo a esplorare.
Ma che ti aspetti??


Mi aspetto scoperte, qui non ci son mai stata.
Mi addentro nel paramo, prima erba alta e spighe che fendo come un mare. Poi, seduta, mi ci nascondo e quindi mi ci corico a sbirciare il cielo.
Più in là, un'altra scoperta: cespugli, foglie bianche e carnose, cuscini tondeggianti.


Io intanto continuo ad accendere di rosso e di stupita delizia questa parte di mondo giallo-verde.
E non sono sola...


Nei luoghi più impensati si può fiorire.

giovedì 26 luglio 2018

Veleggiando

Onde asciutte fino all'orizzonte, grigie, ocra.
Acqua poca, poche parole. Un poco di ombra sul tappeto, seduti in cerchio.
Sali e scendi ma ti porti da solo, avanti ancora, avanti.



Onde negli occhi s'affacciano alla mente
liquidamente colano,
sospingono, 
la riempiono onde infinite
fluttuano i pensieri liberi, pensieri nuovi.


Naadam

venerdì 29 giugno 2018

A mezz'aria sul ghiacciaio di Corbassière, Vallese, Svizzera.

Non posso fare a meno di percorrere la passerella per trovarmi sospesa di fronte al ghiacciaio.
Un ponte ondulante a 70 metri di altezza, che crea un cammino diretto di 210 metri tra una montagna e l'altra. Tra una sponda e l'altra. Tra un qui e un là, per continuare ad andare, variando un po' il percorso.

La passerella sul ghiacciaio
Poi ritorno sulle sue sponde per percorrerne almeno per un tratto i bordi.
Ai bordi del ghiacciaio



giovedì 31 maggio 2018

Dal ponte di Rialto

Senza sosta sul Canal Grande, Venezia. Scambi, incontri. Pensieri che scivolano, idee che nascono, azioni che giungono a compimento. Come è sempre stato, centro fervente di creatività.




domenica 29 aprile 2018

Plaza Grande, Quito

Quito, Plaza de la Indipendencia o Plaza Grande, Ecuador
La piazza è incontro, la piazza è vita.


Plaza de la Indipendencia, la Plaza Grande
 Non si è più soli. Per quel momento.



Non serve parlare. Si sta. In compagnia. E se si vuole, si parla, niente di più facile. Niente di più  normale. 



Va e vieni. Un sorriso, uno sguardo, un cenno, due chiacchiere.
Piazze latine del mondo.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *