martedì 27 settembre 2016

La Pointe Blanche nel massiccio di Bornes, catena del Bargy, Prealpi, in Alta Savoia
La Pointe Blanche, 2438 m. dal vicino Pic de Jallouvre
Verso il Col du Rasoir, 2260 m. punto di accesso alla Pointe Blanche
Sulla cima della Pointe Blanche, 2432 m.
Il Col du Rasoir sullo sfondo; la Pointe Blanche, non visibile, svetta a destra

mercoledì 7 settembre 2016

La prossima montagna


Nelle Alpi Pennine, verso i ghiacciai di Brunegg e Turtmann
Il respiro si regola sul passo, il passo si regola sul tipo di terreno e sulla sua pendenza. Le mie partenze sono lente ma ho imparato ad avere pazienza, mi appoggio sulla terra quella frazione di secondo in più per prolungare il respiro e assumere il ritmo.
Oggi punto alla cima affusolata che osservo spesso dalla valle ad occhi aperti o chiusi. Elegante e bella come una persona con la pelle un po' segnata, le membra un po' legnose e lo sguardo addolcito dalla passione onesta di vita ora in parte appagata. Montagna antica.

Nel chiarore del primo mattino scruto la sua vetta mentre percorro l'erta che mi condurrà al passo. Sono assorta e rispondo bisbigliando ai richiami un po' assonnati al mio passaggio. Al passo mi fermo qualche istante a guardare, curiosa, il versante opposto che finisce in un laghetto. Ma mi rivolgo ad est e riparto in salita.

Ora il mio ritmo è sostenuto quel tanto per riempirmi d'aria ad ogni passo fino a fluttuare verso l'alto, come se rotolassi in su spinta dal pendio. Nessuna fatica e arrivo a un piano, l'ultimo prima del tratto ripido finale, l'accesso non scontato alla vetta.
Vuoi davvero andarci? Questo è il "colle dei pigri": se quell'ultima rampa scivolosa ti scoraggia, puoi fermarti qui in qualche anfratto che la montagna ti offre e poi, riprese le forze, scendere a valle.

Ma già mi sono lanciata sulle pietre sdrucciolevoli. Mi muovo in un saliscendi, il terreno cede sotto il mio peso e mi riporta un poco in giù ad ogni tentativo di avanzare. Fatica ora, fatica doppia! Continuo, guardando a terra e non la meta che ora mi pare lontana e così vado fuori strada finendo in un canale di granelli fini.
"Che cosa stai facendo?!" mi rimprovero e, accorta, attraverso il pendio orizzontalmente e ritorno alla traccia.

Continua il saliscendi, fino alla prima roccia: lì mi appoggio, l'accarezzo un attimo poi tiro. Da qui solo spuntoni, fessure e incavi dove fissare piedi e mani, la mia cadenza diventa più lenta per stabilizzare ogni battere e levare e arrivo sulla cima! L'abbraccio grata.
Osservo le sue frastagliature, respiro il sole e il vento che l'inondano, sento sotto le dita le sue ruvidità e levigature, quella "pelle" segnata e sapiente.

Poi guardo più in là. Una conca, un bozzolo roccioso, una lingua ghiacciata, una montagna dal profilo a trapezio...
Riprendo inarrestabile il cammino, quella montagna oltre la conca, con le striature rossastre e la cima ampia mi chiama.

martedì 16 agosto 2016

Partiti dal rifugio Quintino Sella e attraversato il Naso del Lyskamm, ci avviciniamo al Corno Nero, 4322 metri, una delle cime del Monte Rosa
Il Corno Nero, 4322 metri
Saliamo fino al limite del ghiacciaio, poi sulle rocce per raggiungere la statua della Madonna in cima alla roccia più alta
Sulla cima del Corno Nero
Dalla cima
Panorama grandioso, grande emozione...

sabato 30 luglio 2016

Lo stupefacente Lac Blanc cambia aspetto a ogni stagione da imprevedibile trasformista. Quest'anno è ancora in gran parte ghiacciato nel sole di metà luglio.

Il massiccio del Monte Bianco affacciato sul Lac Blanc

Lac Blanc 2'352 metri


martedì 12 luglio 2016

Ararat

L'Ararat, 5137 metri, come mi appare da Eliköy
L’ Ararat (Ağri Daği) siede al limite orientale della Turchia, dove questa si incontra con Armenia e Iran.

Montagna antica e saggia, parla instancabilmente alle sue genti senza essere ascoltata da chi ne disegna i destini pur non intendendosi di umanità.

In pulmino da Dogubayazit ci inoltriamo lungo una strada sterrata tra casolari di pastori e greggi. Qualche bambino dal viso arrossato gioca tra l’erba e i sassi.

A Eliköy carichiamo lo zaino sulle spalle e le tende e vettovaglie sui cavalli e poi, gli occhi volti a est e levati un poco al cielo, ci presentiamo e lo ammiriamo. Cono vulcanico, pendici di lava che più in alto si mischia al ghiaccio.
Partenza da Eliköy
Accampamenti di pastori sulle pendici piu' basse

martedì 28 giugno 2016

Sulla cima della Grande Dent de Morcles, 2969 m., cercando l'orizzonte piu' lontano; Svizzera
Grande Dent de Morcles, 2969 metri

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